Rapporti Unione Europea-Ucraina ad un anno dall’inizio della guerra
Lo scorso 2 Febbraio, si è tenuto, in un clima di trepida attesa, il 24esimo vertice Ue-Ucraina a Kiev. Un incontro storico, ma anche significativamente diverso rispetto ai precedenti, in quanto è la prima volta che i vertici, sia di Consiglio UE (Charles Michel) che di Commissione UE (Ursula Von der Leyen) si recano in un paese in piena guerra. I punti ,all’ordine del giorno, sono stati: prevedibilmente, la guerra, in prima istanza; il percorso di adesione dell’Ucraina all’Unione Europea al secondo punto; gli orientamenti, a livello energetico, al terzo, ed il tema della sicurezza alimentare, infine. In merito al primo punto, la posizione dell’UE sulla guerra, è chiara sin dall’inizio delle ostilità: l’UE continua “nell’impegno a fornire supporto per tutto il tempo necessario” all’Ucraina, supporto, sia economico, che si sostanzia, già, in un pacchetto da 3,6 miliardi di euro nell’ambito dell’European Peace Facility (inclusa l’ultima tranche da mezzo miliardo di euro), in quasi 12 miliardi di euro forniti dagli Stati membri, e in un supporto di persone e strumenti, con l’addestramento di 30 mila soldati sul territorio Ue attraverso la Missione di assistenza militare Ue, e carri armati pesanti Leopard 2la, che invierà Berlino. Tali misure sono dirette a cercare di vedere terminata l’occupazione russa il più velocemente possibile. Ma il capitolo della dichiarazione congiunta del vertice UE-Ucraina si apre con parole chiare “La vittoria sul campo non oscura la necessità di raggiungere una “pace giusta” ) dove per “Giusta” si intende “rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale del Paese”. Dato che, al contrario dell’Ucraina, la Russia di Putin “non ha mostrato alcuna reale volontà di raggiungere una pace giusta e sostenibile”– per la prima volta, in un testo ufficiale, compare l’indicazione di supporto all’istituzione di “un centro internazionale per il perseguimento del crimine di aggressione in Ucraina”(Icpa) all’Aia [Paesi Bassi) con l’obiettivo di coordinare le indagini, conservare e archiviare le prove per i futuri processi. Una posizione inequivocabile quella dell’UE: verranno adottate precise azioni contro tutti coloro che saranno e sono ritenuti responsabili e complici dei crimini di guerra nell’invasione all’Ucraina. Andando al secondo punto del dibattito UE-Ucraina, si è fatta sintesi sul percorso dell’Ucraina verso l’adesione all’Unione Europea, percorso che continua. Il Presidente ucraino Zelensky, ha lanciato l’obiettivo, da tutti considerato poco verosimile, al momento, di “avviare i negoziati entro il 2023” e attuare le riforme richieste dall’acquis communitaire a quei Paesi candidati all’adesione. In autunno, nel Pacchetto Allargamento 2023, per la prima volta, ci sarà, un capitolo dedicato proprio ai progressi di Kiev. Al terzo e quarto punto dell’agenda, sono stati affrontati i temi relativi ai piani di sicurezza energetica ed alimentare. Sempre, nella dichiarazione congiunta del vertice UE-Ucraina, si legge che, a stretto giro, precisamente “entro il 24 febbraio” sarà pronto il decimo pacchetto di sanzioni contro la Russia che, per un valore complessivo di 10 miliardi di euro, da un lato, riguarderà tecnologie che non dovranno essere usate dalla macchina bellica russa, dall’altro, supporteranno il ripristino “delle infrastrutture critiche dell’Ucraina, per aiutarla a superare l’inverno e preservare mezzi di sussistenza e servizi di base”. In questa direzione, sono previste la donazione di 5400 generatori, la fornitura di 35 milioni di lampade led (per contenere la spesa energetica) e 2gigawatt di energia, impegno preso da Bruxelles e dagli Stati membri. Infine, sul tema della sicurezza alimentare, si è messo l’accento sulla grande utilità dei corridoi umanitari, sia in termini di esportazione di generi alimentari, che di importazioni di altri beni nel Paese invaso militarmente. Nella sola finestra temporale -da maggio a dicembre 2022- questi corridoi hanno reso possibile l’esportazione di circa 45 milioni di tonnellate di merci ucraine e l’importazione di circa 23 milioni di tonnellate di merci verso l’Ucraina. Pertanto, il vertice ha deciso non solo l’implementazione ulteriore di questi corridoi umanitari, considerati una vera e propria “linea di vita per l’economia ucraina”, ma anche il prolungamento, come già accaduto lo scorso anno, per tutto il 2023, del programma di tariffe zero per l’esportazione di merci dall’Ucraina all’Ue. Abbiamo ancora chiare le immagini, invece, del Presidente Ucraino Volodymyr Zelensky che parla (lo scorso 9 febbraio) dinanzi al Parlamento Europeo gremito ed indica la volontà di continuare lunga la strada – definita “comune” con l’U.E.- in termini di valori e affermazione dei principi di libertà. Una “giornata storica” dice la presidente dell’EurocameraRoberta Metsolha nel processo di European Building ribadendo tutto il sostegno degli Stati membri – con qualche perplessità di taluni – alla lotta ucraina.
E’ passato quasi un anno dal conflitto russo-ucraino, era il 24 Febbraio del 2022. Non c’è molto altro da aggiungere, se non il resoconto delle azioni e decisioni intraprese a livello europeo ed internazionale, il resto risulterebbe già detto, banalità: banalità sulla “banalità del male”, per citare la grande politologa Hanna Arendt.
Carmela Sallorenzo














































































































































