Il Museo e la città: lo spazio aperto di Nino Tricarico.
Direbbe il poeta ” fuori c’è ancora una città “. Primo appuntamento di questo viaggio alla scoperta dei luoghi dove la cultura inizia.
Lo studio museo del maestro Nino Tricarico è uno spazio aperto dove si respira una bell’aria di pensiero, tra i viaggi della luce e la materia modellata, la ricerca del suo personale angolo di mondo che regala raccontando insieme alle sue visioni, tra il qui e l’altrove, l’immaginato e il fermato sulle tele, dipinte come un volto da leggere piano, per entrare in quelle zone interne, larghe, affacciate sul tempo.
Incontro pensato per scoprire i luoghi artistici della città.


Nelle parole di Enzo Fierro, come sempre appassionate nel tracciare un percorso evidente alla scoperta/riscoperta di una città, viva negli spazi e ricca di figure notevoli da valorizzare, si apre un sipario fatto di luoghi. Si muove questa come primo appuntamento nell’ampio spazio, studio e galleria. Molte le opere esposte, espressione di un arco temporale importante, toccanti numerose stagioni personali dell’artista che spiega con passione, ai tanti presenti la sua personale idea di arte, intesa nella ricerca a volte dell’altrove, a volte del quotidiano contatto con gli elementi. Un artista completo Nino Tricarico, che conosce il profumo della materia e lo rende opera da visitare in quegli spiragli di luce che iniziano domande.
Opere degli anni 80 fino ad arrivare a più recenti tele, sculture. Si ha sempre l’impressione di vivere uno spazio nuovo e antico, nel mondo e fuori dal mondo quando si visitano gli studi degli artisti, tra i colori e gli oli, i pennelli sul tavolo, i cavalletti si ha quasi la sensazione di fermare il tempo per iniziarlo con lui. Dove occhi diventeranno domande e riflessioni, dove l’altrove diventa casa e il qui diventa il lontano.
È il Novecento che “scrive ” nell’astratto il circostante, nelle sculture il legame, nelle pieghe delle pennellate forse quello scomodo che non vogliamo riusciamo a definire.
Successo di pubblico per questo primo appuntamento, che come gli altri futuri entra e vuole farlo, nelle ” tasche ” della cultura, che dice sempre, fuori c’è una città e, non ci sembra poi così piccola.
Francesco Cosenza













































































































































